Volevo raccontarvi una storia. Una di quelle storie che potrebbe essere la storia di molti. Di quelli che vivono nel Sud o di quelli che vivono nei piccoli paesi. Perché quelli che vivono al Sud queste storie le conoscono bene. Storie di partenze in cerca di un futuro migliore. Per mantenere la propria famiglia. Partenze al Nord, ma sempre con il cuore al Sud. Chi vive in piccoli paesi conosce bene queste storie. Il treno, la nave, le valigie, i pianti, gli addii, i ritorni e le ripartenze.
Le due ragazze che vedete in foto sono del Texas. Che ci faranno due texane a Petilia Policastro? Sono Laura Beth Dineen Anderson e la madre Jennifer. Gli americani sono sempre alla ricerca di nuove avventure, di nuove emozioni, di nuove storie da raccontare per cui non hanno paura di nulla. Nonostante vivono in grandi città con grandi strade, loro mettono in moto la macchina senza problemi e iniziano a viaggiare, anche per i piccoli vicoli di Petilia Policastro.
Stavo dipingendo la casetta dei libri, quando vidi una ragazza che mi guardava dal cancelletto. Ormai non mi stupisco più di niente. Nel mio vicoletto succedono le cose più impensabili. Hallo, I’m Laura. La vidi dal cancelletto. Laura sembrava un angelo caduto dal cielo. Un angelo smarrito tra i colori del vicoletto. Ciao Laura, io sono Giuseppe. Lei continuò. She is my mother. Abbiamo portato due libri in inglese per la tua libreria.
Abbiamo parlato circa due ore. Lei faceva le foto a tutto. Tutto quello che vedeva per lei era bello. In effetti in un paese nuovo come l’America anche una tegola del tetto fatta a mano ha tanta storia. Queste sono le foto di Laura.
I bisnonni di Laura emigrarono in America. Lasciarono tutto per emigrare in America. Morirono giovani e la nonna restò orfana a soli 13 anni. Crebbe in un orfanotrofio. Era rimasto da solo. Era piccola per cui non ricordava tante cose. Non conosceva la sua famiglia. Pensate a quanto deve essere triste tutto ciò. Crescere da sola in un paese lontano dal tuo. Da sola. Anche se gli americani hanno un forte senso di ospitalità e amano l’Italia tutto questo è triste. Da sola. Fortunatamente un giorno scoprì tramite vecchie foto che aveva dei parenti a Caccuri. Ritornarono in Italia dopo 80 anni e conobbero i propri parenti e da allora almeno una volta l’anno ritornano a Caccuri. Da Caccuri in America non è un viaggio semplice da affrontare. Credo che Laura stia parlando di un viaggio di almeno dei primi del 1900 se non prima. Una storia degna di un film. Dall’America a Caccuri dopo 80 anni di solitudine. La storia di Laura, ma potrebbe essere benissimo la storia di molti di noi.
Dopo la tempesta ci sarà sempre l’arcobaleno.
Anche i miei lontani parenti emigrarono in Brasile. Sicuramente ho dei parenti là. Tutti noi abbiamo dei parenti oltreoceano. Insomma fu così forte il desiderio di Laura di conoscere le proprie origini, che arrivò subito in Italia, a Caccuri e ora ci ritorna ogni anno. Era il 2004. Lei e la mamma sono due persone dolci, ma nello stesso tempo coraggiose. E Laura sembra proprio aver ereditato tutto dalla sua famiglia. Noi siamo bravi artigiani.
Laura mi fece vedere i lavori che faceva. Mi colpì molto. Aveva raccolto una serie di vecchi legni tutti con scritte e disegni particolari e li aveva restaurati per realizzare una parete bellissima che lei stessa chiamò the crazy wall. Il muro pazzo. Ma era in realtà un muro che inconsapevolmente la riportava alle proprie origini, fatte di tanta manualità, tanta umiltà, tanta tristezza ma anche tanto coraggio e tanto gusto. Un muro tappezzato da una miriade di tavole tutte riportate a nuova vita. The crazy wall rappresenta tutta la maestria che noi Italiani mettiamo nel fare le cose. Una maestria italiana che unita all’eccentrico gusto americano fa cose molto belle. Insomma Laura figlia di persone emigrate oltreoceano ogni anno, dopo aver scoperto le proprie origini ritorna al suo piccolo paese.
Da noi si dice ‘sutta l’ugnia c’è a carne” “sotto l’unghia c’è la carne” o meglio sotto l’unghia c’è la famiglia. Regalai due libri a Laura e qualche scultura in gesso alla madre. Ci ringraziarono. Misero in moto la loro auto e ritornarono a Caccuri passando per le strette viuzze.
Anche se le partenza hanno più di 100 anni, il proprio paese, le proprie origini ti chiameranno sempre. Un paese è sempre lì ad aspettarti, a chiamarti. Di un paese è quasi impossibile non sentirne il richiamo. Fa sempre parte di te, come la tua famiglia, anche se sono passati 100 anni. C’è sempre un qualcosa che ti chiama.
Laura alla fine mi ha scritto così. “Voglio che i miei bisnonni sappiano che la loro storia continuerà a vivere. La loro storia mi ha insegnato ad essere forte, a non rinunciare e a continuare a lavorare. Quando guardo la loro vita, e la vita di mia nonna, non ho una scusa per lamentarmi mai.”


Lascia un commento