Una famiglia americana tempo fa venne al nostro paese. Volevano vedere i luoghi dove nacquero i bisnonni. Era il 1920 quando Vincenzo e Maria si imbarcarono su una nave per trovare fortuna in America. Era già successo al mio paese. Erano già venute altre famiglie americane e inglesi. Una volta arrivò Graziella Garofalo con un regista, l’altra volta Rosaria Mannarino con una famiglia. In tutti e tre gli episodi li hanno ospitati, gli hanno preparato da mangiare e gli hanno fatto piccoli doni. Sono scene che queste persone che vengono dalle grandi metropoli non dimenticheranno mai. Pietro Mercuri lo ha detto bene ieri durante la breve intervista. Un’intervista che ho girato con un semplice telefonino. Ma era troppo importante per me vedere la reazione di questa famiglia davanti alla casa della bisnonna per la prima volta. Era troppo importante conoscere la loro storia per capire tante cose. Un video fatto con un semplice telefonino, ma credo sia un documento di storia importante.

Pietro lo ha detto bene ieri, lui lavora con agenzia americana My Bella Vita Travel. Si occupano di turismo delle radici. Ormai se ne parla tanto e lo dice la stessa parola, radici (origini). Un ritorno alle origini, un viaggio nel tempo e nelle emozioni. Bill nella sua intervista ha detto che i bisnonni non ebbero più la possibilità di ritornare al loro paese, Petilia Policastro, perché lavoravano, ma ritornarono a distanza di 100 anni i loro pronipoti. Una semplice e bella famiglia americana. Un papà, una mamma e due figli. Quando Sia e Silvana, che tra l’altro ieri era il suo compleanno, videro Bill per la prima volta mi hanno detto “ma quest’uomo è di Petilia mi sembra di averlo visto”. Ma lui a Petilia non era mai venuto. Ma la sua faccia era una faccia di Petilia. Il DNA è quello, non puoi scappare dalla tua famiglia, dalle tue origini. Da noi si dice, ma ve lo avevo già detto “sutta l’ugna c’è a carne”. Sotto l’unghia c’è la carne che significa che vuoi o non vuoi appartieni alla tua famiglia e la faccia di Bill che non era mia venuto a Petilia esprimeva bene questo concetto.

Francesco e Maria abitavano in piccole case nella zona più antica che si chiama ‘Rupa’. La zona più bella di Petilia che spero venga rivalorizzata per il grande valore storico che possiede. Ci sono millenni di storia tra quelle casette. Anzi ci farò un giorno o l’altro realizzerò un murales. Ma torniamo a Francesco e Maria. Abitavano vicini in piccole case. Nel 1920 presero una nave che li portò a New York a Ellis Island. Tutti quelli che sbarcarono negli Stati Uniti dovevano scendere a Ellis Island. Venivano controllati e spediti dove avevano parenti o dove c’era bisogno di manodopera, dove c’era lavoro.

Ci pensate a Francesco e Maria che da Petilia arrivarono in una grande metropoli nel 1920? Una nuova vita, una nuova lingua, una nuova mentalità. Io quella scena la ho rivista ieri. Ma tutti i nostri emigrati partirono per lavorare. Non si fermavano mai. Lavoravano, lavoravano, lavoravano. Tutte le storie che mi hanno raccontato parlano di persone che alla fine si sono riscattate, che ce l’hanno fatta, riuscendo a inserirsi tra la gente che stava bene. Si partiva per lavorare. Bill lo dice bene: “i miei bisnonni arrivarono a Ellis Island, furono spediti nell’Illinois e lavoravano come minatori.” Se ci pensate bene questa storia sembra attuale nonostante sono passati esattamente 105 anni. Dal mio paese il mio amico Francesco parte ogni 14 giorni per andare a lavorare nei cantieri stradali dove realizzano gallerie e ponti. E c’è un’intera comunità di minatori a Pagliarelle che vanno a lavorare come minatori. Sono persone che non hanno paura del lavoro, sono persone in gamba come lo è il mio amico Francesco. Lavorano, lavorano, lavorano. Persone buone, persone semplici, persone in gamba.

A volte, nonostante i 105 anni passati, sembra che la storia non sia mai cambiata. Francesco e Maria nel 1920 partirono da Petilia, lavoravano nelle miniera alla fine hanno realizzato un grande negozio di caramelle e una sala da ballo. Nel negozio di caramelle fecero anche un grande murales di un boxer. Forse perché a loro quel disegno ricordava la loro vita. Che per avere successo nella vita devi essere duro come un boxer, devi saper incassare ma anche colpire quando è necessario. Anche agire. Loro partirono e non fu facile lasciare il loro paese. Ma poi lottando, lavorando, lavorando, riuscirono a realizzarsi. Quante storie straordinarie sono nascoste in queste semplici persone. Alla fine Francesco e Maria non ritornarono mai più a Petilia, abitavano vicini in delle case piccole piccole. Sono ritornati i pronipoti. Persone semplici e belle. Alla fine il cuore italiano, nonostante sei a 10mila chilometri di distanza resta sempre. Quante persone belle sono partite e partono dal mio paese. Persone che lottano e ce la fanno. Storie incredibili di persone normali. Francesco, Maria, i pronipoti e una storia a lieto fine da ricordare. Un papà, una mamma e due figli. Il cuore italiano nonostante sei a 10mila chilometri di distanza resta sempre e il proprio paese anche a distanza di 105 anni resterà sempre nel cuore.

Benvenuti a casa Bill. Grazie Pietro and My Bella Vita Travel


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